Spiaggiamenti lungo le coste italiane

Gli spiaggimaneti di cetacei, sia odontoceti che misticeti, non sono rari lungo le coste italiane.

Attualmente online è presente una banca dati che raccolgie dati raccolti a partire dal 1986, gestita dal Centro Interdisciplinare di Bioacustica e Ricerche Ambientali dell’Università di Pavia, dal Museo di Storia naturale di Milano e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territiorio e del Mare.

http://mammiferimarini.unipv.it/

Molto spesso gli spiaggiamenti provocano la morte dell’animale per disidratazione o per soffocamento dovuto al collasso dei polmoni sotto il peso del proprio corpo. Le cause degli spiaggiamenti non sono ancora chiare, si pensa che a provocarli non sia una sola causa, ma una concomitanza di eventi naturali, biologici e comportamentali. I primi comprendono cambiamenti nelle correnti marine e nelle maree e l’insorgenza di tempeste, mentre i fattori biologici comprendono lapredazione, le malattie e i disturbi nell’ecolocalizzazione. Un’altra possibile causa degli spiaggiamenti sono le esercitazioni della marina militare effettuate mediante l’utilizzo di sonar a media frequenza utilizzati per la ricerca dei sottomarini.

Nel dicembre scorso (2009) si è verificato l’eccezionale spiaggiamento di nove capodogli in località Foce Varano, sul Gargano, in Puglia. Sette sono morti, due sono riusciti a riprendere il largo. La ragione della morte sembra essere dovuta all’ingestione di buste di plastica, scambiate erroneamente per calamari, unico cibo di cui si nutrono. Il professore Giuseppe Nascetti, pro-rettore dell’università della Tuscia, che ha effettuato gli studi di dettaglio sulle carcasse, ritiene che i capodolgi siano stati disturbati dall’intenso traffico delle navi nell’Adriatico: non solo quelle militari con i loro sonar, alcune grandi imbarcazioni infatti eseguono ricerche di idrocarburi al di sotto dei fondali marini emettendo forti ed improvvisi rumori che interferiscono con i sistemi di ricerca di cibo dei capidogli disorientandoli.

Capodoglio spiaggiato presso Foce di Varano

Le carcasse rimaste sulla spiaggia, dopo il prelievo di alcuni campioni di studio, sono state portate in discariche a terra.

Una soluzione alternativa, e sicuramente meno dispensione,  sarebbe stata quella di trainare al largo le calrcasse, per re-immetterle nel loro ambiente naturale.

Fonti:

http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/ambiente/capodogli-arenati-puglia/capodogli-plastica/capodogli-plastica.html

http://www.istitutotethys.org/gargano/

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